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	<title>IMORE</title>
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	<description>Rivista di Moda e Cultura di Moda</description>
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		<title>La Moda che fece l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[150 anni dell'Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cappello all'Ernani]]></category>
		<category><![CDATA[cappello alla Calabrese]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed io vorrei ripercorrere il “sogno” risorgimentale attraverso la moda del secondo ’800.
Era il Marzo 1848 quando Milano insorgeva contro gli Austriaci e l’intera sua popolazione, con nobile eroismo, si batteva per la propria libertà con ogni mezzo, compreso l’abbigliamento. In particolare, il giornale cittadino “Il Corriere delle [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/images.jpg" rel="shadowbox[post-15666];player=img;" title="images"><img class="alignleft size-full wp-image-15675" title="images" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/images.jpg" alt="" width="225" height="214" /></a>Si avvicina il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed io vorrei ripercorrere il “sogno” risorgimentale attraverso la moda del secondo ’800.</p>
<p>Era il Marzo 1848 quando Milano insorgeva contro gli Austriaci e l’intera sua popolazione, con nobile eroismo, si batteva per la propria libertà con ogni mezzo, compreso l’abbigliamento. In particolare, il giornale cittadino “Il Corriere delle Dame”, che vantava molti abbonamenti in tutta la Penisola, divenne uno straordinario strumento di propaganda patriottica, esercitando una forte influenza sul costume e sugli usi mondani (specialmente nei ceti più alti). Nata come resoconto e commento degli spettacoli scaligeri, mescolando melodramma e moda, bel canto e bella vita, la pubblicazione si rivelò in quel momento il punto di innesco di un’autentica “rivoluzione” nel guardaroba sia maschile sia femminile.</p>
<p>Il numero uscito con la data del 18 Marzo riferiva di un clima teso, poco incline a lussi e vanità, per cui riteneva opportuno proporre “un modesto abbigliamento per gramaglie”, ancorché “bellissimo”, sconsigliando invece abiti da sera eleganti.</p>
<div id="attachment_15672" class="wp-caption alignright" style="width: 169px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/garibaldi-con-il-cappello-alla-calabresepg.jpg" rel="shadowbox[post-15666];player=img;" title="garibaldi con il cappello alla calabresepg"><img class="size-medium wp-image-15672 " title="garibaldi con il cappello alla calabresepg" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/garibaldi-con-il-cappello-alla-calabresepg-199x300.jpg" alt="" width="159" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Garibaldi con il cappello alla calabrese o all&#39;&quot;Ernani&quot;</p></div>
<p>Il 30 Marzo, poi, prescriveva cappelli “alla calabrese” e abiti di velluto a coste (questi ultimi prodotti esclusivamente in Lombardia, a Vaprio d’Adda) in evidente polemica con i panni di lana provenienti dagli asburgici Paesi di Austria e Germania. Si badi che il cappello “alla calabrese” era addirittura vietato dal Governo, a seguito delle sollevazioni popolari del Febbraio precedente. Veniva considerato, infatti, suscitatore di echi verdiani, richiamando il copricapo “all’Ernani”. La sua forma a cupola cilindrica con ala rialzata di lato o sul retro, caratteristica del costume del principe-bandito e dei suoi uomini, venne presto adottata da tutti i volontari che, da ogni regione d’Italia, giungevano a Milano per sostenere la causa degli abitanti in lotta.</p>
<p>Pare, però, che fosse poco gradito alle signore, in quanto troppo appariscente. “Il Corriere delle Dame” suggeriva loro, piuttosto, di indossare come segno di contestazione una sciarpa di pizzo bianco, a coprire la tipica acconciatura da contadina lombarda, ovvero con le trecce alzate sulla nuca, ornate di spilloni d’argento.</p>
<p>L’importante era evitare ogni ostentazione o sfarzo e preferire semplici “vestiture di confidenza”, più adatte ad affermare il vero spirito nazionale. Erano ammessi, quindi, gli abiti neri con relativa mantellina o scialle quadrato di cachemire (per chi se lo poteva permettere), il mazzolino di fiori tricolore usato a mo’ di coccarda, e come tessuto iconico quello scozzese caro alla Regina Vittoria, simbolo di un popolo fiero che aveva combattuto per la propria indipendenza.</p>
<p>Contemporaneamente, a Torino, il giornale locale “Il Mondo illustrato” riportava la notizia di un ballo presso l’Accademia Filarmonica, in cui erano stati presentati due modelli, uno per uomo e uno per donna, di abiti qualificati “all’italiana”. Dal figurino maschile pubblicato si evince che si tratta dell’abbigliamento definibile “alla lombarda”, vale a dire con cappello piumato “all’Ernani” e tessuti di velluto “nazionale” per abiti stretti alla vita da un’alta cintura (a cui gli uomini appendevano la spada).</p>
<div id="attachment_15674" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/BoldiniritrattodiGiuseppeVerdi1886.jpg" rel="shadowbox[post-15666];player=img;" title="BoldiniritrattodiGiuseppeVerdi1886"><img class="size-medium wp-image-15674 " title="BoldiniritrattodiGiuseppeVerdi1886" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/BoldiniritrattodiGiuseppeVerdi1886-232x300.jpg" alt="" width="162" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Verdi ritratto da Boldini</p></div>
<p>Racconto qualche  curiosità, a questo punto, sul “look” del sopra evocato Giuseppe Verdi, il popolarissimo musicista che, in virtù del ruolo acquisito dalla sua opera, a ragione può essere definito “l’impolitico che unì l’Italia”. Egli non fu certamente un uomo “alla moda”: vestito sempre di scuro, anche al culmine dei suoi trionfi teatrali non dismise la “mantellina” di origine paesana, che forse gli ricordava il tabarro indossato nella natale Busseto, le cravatte di seta nera legate a fiocco, i capelli a zazzera, il cappello a tesa rotonda e grandi ali da alzare e abbassare a propria discrezione (che “Il Corriere delle Dame” descriveva come idoneo per la campagna, simile a quello “che portano i paesani della Linguadoca”), il paletot di panno pesante (reputato dal medesimo giornale di moda un indumento “a dispetto del buon genere”, indicato solo per cocchieri, infermieri, parrucchieri: sic!). Si può ben dire che le uniche concessioni ai dettami della moda Verdi le fece per i ritratti, dipinti o fotografici, come quello celeberrimo eseguito da Boldini nel 1886, in cui il Maestro appare con un elegante cilindro di feltro e una pregiata sciarpa bianca di seta con qualche linea di colore.</p>
<p>Quanto alle signore, l’iconografia ottocentesca ce le mostra in genere “imbozzolate” in corsetti rigidi e dominate da vistose strutture a palchi sovrapposti, che dallo chignon dei capelli sfociano nelle crinoline delle vesti. Finché Charles Frederick Worth non lanciò nuove fogge, sparigliando i codici estetici. Egli propose, in particolare, l’unificazione della parte superiore e inferiore (“princess”) e una sorta di “corazza” che blindava la silhouette in una morsa ferrea, benché costellata di delicati merletti.</p>
<p>Dame da combattimento? Il verbo dell’insurrezione sembrava pervadere anche la moda in quel fiammeggiante XIX secolo, che del resto aveva visto i trionfi della <em>pasionaria</em> “Salammbô”.</p>
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		<title>Alberta Ferretti al Festival di Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
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<p>E’ il caso di dire che Alberta Ferretti sta trionfando  a Venezia: le star più eleganti &#8211; alle press conference, in spiaggia e naturalmente sul red carpet- hanno scelto la più romantica delle stiliste italiane per il loro guardaroba sulla laguna.</p>
<p>Già abbiamo parlato (Cfr.<a href="http://www.modaemodi.org/rivista/?p=15623http://" target="_blank"> L’eleganza delle star del Festival di Venezia</a>) dell’abito indossato da <strong>Isabella Ragonese</strong>, madrina del Festival: gonna nera di tulle, sopragonna bianca che costruisce anche il corpino; di quello  nero lungo decorato di chiffon dal delicatissimo color grigio e di ispirazione Liberty di Philosopy di Alberta Ferretti. Ci siamo soffermati su quello con piume della modella ed attrice <strong>Isabella Sednaoui</strong> e dell’altro  corto blu/nero corpino e spalle  in scaglie di pelle. Ricordiamo  <strong>Violante Placido</strong> in un corto ed etereo semitrasparente abito di ispirazione liberty.</p>
<p>Se anche altre star hanno sfoggiato abiti Alberta Ferretti ciò non meraviglia. A voler descrivere con poche linee la ragione di questo successo dobbiamo dire che risiede nel gran gusto e nella raffinatezza senza eguali che caratterizzano le creazioni della stilista.</p>
<p>Il suo stile è inconfondibile:  fatto di linee pure essenziali, uso di tessuti di pregio, primo fra tutti lo chiffon e poi i crepe di seta, leggeri ed eterei, trasparenti usati spesso  in sovrapposizione.  Pieghe, plissettature e arricciature, drappeggi, balze di frange stile charleston, come abbiamo visto nella collezione p/e 2009, costruiscono sempre e comunque una silhouette scivolata che accompagna il corpo senza caricarlo di volumi ed altre sovrastrutture. Le decorazioni sono lievi, mentre è diffuso l’uso dei ricami preziosi. La paletta dei colori dello stile Alberta Ferretti è allo stesso tempo tenue, ma ricercata: sono in prevalenza  colori molto chiari, rosa cipria, celeste, verde acqua, non mancano o neri e i bianchi o gli ori così come non mancano colori più energici come l’arancio, il viola e il rosso. Da tutto ciò emerge uno stile, ma anche una immagine femminile discreta e sofisticata.</p>
<p>Andiamo agli ultimi abiti visti.</p>
<div id="attachment_15659" class="wp-caption alignright" style="width: 149px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Andrea-Osvart_Venezia-Film-Festival.jpg" rel="shadowbox[post-15656];player=img;" title="03 09 10 Andrea Osvart_Venezia Film Festival"><img class="size-medium wp-image-15659 " title="03 09 10 Andrea Osvart_Venezia Film Festival" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Andrea-Osvart_Venezia-Film-Festival-199x300.jpg" alt="" width="139" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Alberta Ferretti per Andrea Osvart</p></div>
<p>Il più bello della nuova serie, a nostro parere e quello dell’  l’attrice <strong>Michelle Yeoh</strong>, per la premiere del film “Jianyu” di John Woo. Abito lungo quasi un peplo monospalla con una leggerissima arricciatura/drappeggio fermato sul fianco destro. Bellissima la tonalità di verde, appartiene alla pre collezione primavera/estate 2011. Ancora un leggero drappeggio sul fianco nell’abito nero monospalla di <strong>Jo Champa</strong> per la premiere del film “<em>Somewhere</em>” di <strong>Sofia Coppola.  Andrea Osvart</strong>, sempre  in occasione della premiere del film “<em>Somewhere</em>” di Sofia Coppola, ha indossato un abito <strong>della</strong> <strong>collezione autunno inverno</strong> <strong>2010-2011 </strong>con spalline in taffetà nero costruito con un gioco di trasparenze.</p>
<p>Molto semplici, ma nello stile Ferretti l’abito  azzurro a tubino, scollatura definita da un drappeggio,  della giornalista e scrittrice <strong>Rula Jebreal</strong> alla press conference internazionale del film “Miral” di Julian Schnabel, svoltasi nella terrazza dell’hotel Excelsior al Lido di Venezia e l’ abito verde sottobosco senza maniche di <strong>Violante Placido, <span style="font-weight: normal;">scollatura profonda a V  che l&#8217;attrice porta con cappello di paglia color tabacco e un paio di sandali con zeppe in tessuto rosa aragosta.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">	<div class='gallery' id='gallery_1'>
							
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/01-09-2010-Violante-Placido_Venezia-film-festival.jpg' rel='shadowbox[album-15656];player=img;' title='01 09 2010 Violante Placido_Venezia film festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/01-09-2010-Violante-Placido_Venezia-film-festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Violante Placido" title="01 09 2010 Violante Placido_Venezia film festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Rula-Jebreal_Venezia-film-festival-.jpg' rel='shadowbox[album-15656];player=img;' title='03 09 10 Rula Jebreal_Venezia film festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Rula-Jebreal_Venezia-film-festival--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rula Jebreal" title="03 09 10 Rula Jebreal_Venezia film festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Andrea-Osvart_Venezia-Film-Festival.jpg' rel='shadowbox[album-15656];player=img;' title='03 09 10 Andrea Osvart_Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Andrea-Osvart_Venezia-Film-Festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Andrea Osvart" title="03 09 10 Andrea Osvart_Venezia Film Festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Jo-Champa_Venezia-Film-Festival.jpg' rel='shadowbox[album-15656];player=img;' title='03 09 10 Jo Champa_Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Jo-Champa_Venezia-Film-Festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Jo Champa" title="03 09 10 Jo Champa_Venezia Film Festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Michelle-Yeoh_Venezia-Film-Festival.jpg' rel='shadowbox[album-15656];player=img;' title='03 09 10 Michelle Yeoh_Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/03-09-10-Michelle-Yeoh_Venezia-Film-Festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Michelle Yeoh" title="03 09 10 Michelle Yeoh_Venezia Film Festival" /></a>

						</div>
						
</p>
<p></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>L&#8217;eleganza delle star del Festival di Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Festival di Venezia, nella sua 67° edizione si presta ad un serio commento sulle scelte delle celebrties.
La stella del momento sembra essere Natalie Portman, protagonista di The Black Swan, film in concorso di Darren Aronofski.
Non abbiamo visionato il film e quindi non possiamo dare nessun giudizio sul contenuto, sulle scene che già stanno facendo [...]


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<p>La stella del momento sembra essere <strong>Natalie Portman</strong>, protagonista di The Black Swan, film in concorso di Darren Aronofski.</p>
<p>Non abbiamo visionato il film e quindi non possiamo dare nessun giudizio sul contenuto, sulle scene che già stanno facendo parlare i rotocalchi del mondo intero e neppure sulle capacità interpretative della bella attrice.</p>
<div id="attachment_15635" class="wp-caption alignright" style="width: 174px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/natalie-portman.jpg" rel="shadowbox[post-15623];player=img;" title="natalie-portman"><img class="size-full wp-image-15635  " title="natalie-portman" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/natalie-portman.jpg" alt="" width="164" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">Rodarte per Natalie Portman</p></div>
<p>Ma andiamo all’abito. Rosso rubino, dal tessuto leggero ed impalpabile firmato <strong>Rodarte. </strong> Per chi non conoscesse la griffe, si tratta delle due sorelle Kate e Laura Mulleavy che già in altre occasioni hanno  vestito stelle del cinema internazionale. Come accessorio una pochette Dior.</p>
<p>L’abito si adatta alla bellezza della star, una bellezza complessa come è complessa la costruzione dell’abito; i tagli della gonna che scoprono le gambe fanno pensare alla sensualità della protagonista del film. Nell’insieme l’abito non è bello, anche se donante;  troppo ridondante nella costruzione, corpino e drappeggi sui fianchi; ed inoltre avremmo preferito un colore diverso dal rosso dal momento che andava portato su un red carpet.</p>
<p><strong>Alberta Ferretti</strong> firma vari abiti tutti molto belli. Particolarmente apprezzabili quello di  <strong>Isabella Ragonese</strong>, madrina del Festival in bianco nero: magistrale la romantica e voluminosa gonna nera di tulle che si intravede ampliamente grazie al bel drappeggio sul fianco della sopragonna bianca che costruisce anche il corpino.</p>
<p>Altri abiti dell’attrice palermitana da mattino sono: un delizioso abito bianco senza maniche che porta con eleganti ballerine <strong>Ferragamo</strong>, e un completo con gonna tubino a vita molto alta, camicia bianca con cravatta nera a contrasto e decolleté  neri a tacco alto, ambedue a firma <strong>Moschino</strong>.</p>
<p>Sempre di <strong>Alberta Ferretti</strong> l’abito nero lungo decorato con piume sui fianchi e sul corpino della modella ed attrice <strong>Isabella Sednaoui</strong>. Bello anche l’abito corto blu/nero corpino e spalle  in scaglie di pelle, gonna scivolata in chiffon, sandali trendy con zeppa di gran classe. Meno interessante, eccessivamente semplice e poco personalizzato l&#8217;abito indossato dall&#8217;attrice alla prima di Machete.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Philosophy di Alberta Ferretti per <strong>Violante Placido</strong> in un corto ed etereo abito di chiffon dal delicatissimo color grigio e di ispirazione Liberty sfoggiato in uno degli eventi del Festival. Piccole maniche a sbuffo, lungo corpino ricamato con applicazioni di cristalli, gonna con orlo asimmetrico e pieghe sciolte. Sandali tacco alto colore metallo come la pochette piccolissima e rigida.</p>
<p>Di cattivo gusto invece l’abito di Moschino <strong>Cheap and Chic </strong>sfoggiato dall’attrice in altra occasione. Pizzo nero su tessuto giallo, pochette grande gialla.</p>
<p>Decisamente brutto,  l’abito <strong>Blumarine</strong> di <strong>Eliana Miglio</strong>. Fitto drappeggio per un abito corto rosa carne, decorato con mastro di pietre multicolori; dall’orlo parte un leggero strascico; a vista una lunga zip nera sul fianco. Sandali e pochette argento.</p>
	<div class='gallery' id='gallery_2'>
							
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Moschino-per-Isabella-Ragonese.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Moschino per Isabella Ragonese'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Moschino-per-Isabella-Ragonese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Moschino per Isabella Ragonese" title="Moschino per Isabella Ragonese" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/MoschinoIsabella-Ragonese-Venezia-Film-festival.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='MoschinoIsabella Ragonese Venezia Film festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/MoschinoIsabella-Ragonese-Venezia-Film-festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Moschino per Isabella Ragonese" title="MoschinoIsabella Ragonese Venezia Film festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Eliana-Miglio-in-BM-AI201011-67-Mostra-Cinema-Venezia-1set2010-7.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Eliana Miglio in BM AI201011 - 67 Mostra Cinema Venezia - 1set2010 (7)'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Eliana-Miglio-in-BM-AI201011-67-Mostra-Cinema-Venezia-1set2010-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Blumarine per Eliana Miglio" title="Eliana Miglio in BM AI201011 - 67 Mostra Cinema Venezia - 1set2010 (7)" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-Ferretti-Elisa-Sednaoui-Venezia-Film-Festival.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Alberta Ferretti Elisa Sednaoui Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-Ferretti-Elisa-Sednaoui-Venezia-Film-Festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti  per Elisa Sednaoui" title="Alberta Ferretti Elisa Sednaoui Venezia Film Festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-FerrettiElisa-Sednaoui_Venezia-film-festival_presentazione-Machete-di-Rodriguez.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Alberta FerrettiElisa Sednaoui_Venezia film festival_presentazione Machete di Rodriguez'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-FerrettiElisa-Sednaoui_Venezia-film-festival_presentazione-Machete-di-Rodriguez-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Elisa Sednaoui" title="Alberta FerrettiElisa Sednaoui_Venezia film festival_presentazione Machete di Rodriguez" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/moschino-Cheap-and-ChicViolante-Placido_Venezia-Film-Festival.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='moschino Cheap and ChicViolante Placido_Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/moschino-Cheap-and-ChicViolante-Placido_Venezia-Film-Festival-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Moschino Cheap and Chic per Violante Placido" title="moschino Cheap and ChicViolante Placido_Venezia Film Festival" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Mostra-cinemaVenezia67.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Mostra cinemaVenezia67'><img width="150" height="95" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Mostra-cinemaVenezia67.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mostra cinemaVenezia67" title="Mostra cinemaVenezia67" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/natalie-portman.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='natalie-portman'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/natalie-portman-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rodarte per Natalie Portman" title="natalie-portman" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-FerrettiIsabella-Ragonese_Venezia-film-festival_2.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='Alberta FerrettiIsabella Ragonese_Venezia film festival_2'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/Alberta-FerrettiIsabella-Ragonese_Venezia-film-festival_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti per Isabella Ragonese" title="Alberta FerrettiIsabella Ragonese_Venezia film festival_2" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/01-09-10-Alberta-Ferretti-Elisa-Sednaoui_Venezia-film-festival_2.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='01 09 10  Alberta Ferretti Elisa Sednaoui_Venezia film festival_2'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/01-09-10-Alberta-Ferretti-Elisa-Sednaoui_Venezia-film-festival_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alberta Ferretti  per Elisa Sednaoui" title="01 09 10  Alberta Ferretti Elisa Sednaoui_Venezia film festival_2" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/PhlosophyAlberta-Ferretti-Violante-Placido-Venezia-Film-Festival1.jpg' rel='shadowbox[album-15623];player=img;' title='PhlosophyAlberta Ferretti Violante Placido Venezia Film Festival'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/PhlosophyAlberta-Ferretti-Violante-Placido-Venezia-Film-Festival1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Phlosophy di Alberta Ferretti per Violante Placido" title="PhlosophyAlberta Ferretti Violante Placido Venezia Film Festival" /></a>

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		<title>Due manifestazioni che guardano al futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 

Milano Unica
Il salone di febbraio 2010, aveva visto presenti  441 espositori.  L’edizione 8-10 settembre,  XI per l’ autunno inverno 2010/2011 vanta attualmente la previsione di 472 espositori. Ciò sembra apportare nuovi segnali di ripresa del settore in linea con i dati sull’importazioni/esportazioni dei vari comporti tessili, elaborati dal Centro studi di SMI  e [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_15612" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/milano-unica.jpg" rel="shadowbox[post-15611];player=img;" title="milano-unica"><img class="size-thumbnail wp-image-15612" title="milano-unica" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/milano-unica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Milano Unica</p></div>
<p>Milano Unica</strong></p>
<p>Il salone di febbraio 2010, aveva visto presenti  441 espositori.  L’edizione 8-10 settembre,  XI per l’ autunno inverno 2010/2011 vanta attualmente la previsione di 472 espositori. Ciò sembra apportare nuovi segnali di ripresa del settore in linea con i dati sull’importazioni/esportazioni dei vari comporti tessili, elaborati dal Centro studi di SMI  e resi noto a giugno.<br />
Evento di punta del salone è <strong>Ten New Fashion Talent On STAGE</strong>, il progetto nato in collaborazione con Woolmark, con l’obiettivo di fare da trait d’union fra l’eccellenza della produzione tessile europea ed i migliori stilisti emergenti della scena mondiale.</p>
<p>On <strong>STAGE</strong> prevede  la sera dell’8 Settembre,  una sfilata di creazioni de dieci nuovi talenti di provenienza internazionale che si terrà alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Via Solari 35, a partire dalle ore 20.00.<br />
Ecco i nomi dei 10 stlisti  Mary Katrantzou, Sandrina Fasoli, Loris Diran, Elisa Palomino, David Szeto, Laitinen, Giovanni Grillotti, James Long e Carolyn Massey e ultimo annunciato Osman Yousefzada di origine afgane che ha già sfilato durante la London Fashion Week dal 2007 con collezioni di pret-à-porter femminili</p>
<p><strong>MI Milano prêt-à-porter</strong></p>
<div id="attachment_15613" class="wp-caption alignleft" style="width: 126px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/NMilano-Vende-Moda.jpg" rel="shadowbox[post-15611];player=img;" title="NMilano Vende Moda"><img class="size-full wp-image-15613" title="NMilano Vende Moda" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/NMilano-Vende-Moda.jpg" alt="" width="116" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Mi Milano Prêt-à-Porter</p></div>
<p>Dal 24 al 27 settembre 2010 al padiglione 3 di <strong>fieramilanocity</strong>, torna l’appuntamento con <strong>Mi Milano Pr</strong><strong>ê</strong><strong>t-à</strong><strong>-Porter</strong>, manifestazione di punta per l’innovazione della moda, occasione di rilancio del Made in Italy e di scoperta di nuovi talenti. A partire da febbraio del 2010 Mi Milano Prêt-à-Porter ha invitato i migliori esordienti nello spazio <strong>The Hothouse. </strong>Nella prossima edizione saranno</p>
<p>presenti February, l’iniziativa sperimentale di Lucio Vanotti e Marika Masi che, grazie ad un programma di scambio,  parteciperà alla fashion week giapponese, Lemuria che si propone nuove forme di stile creando abiti “trasformabili” multifunzionali ed innovativi; Vivetta  che gioca con lo stile retrò; Leimotiv .</p>
<p>Numerosi sono i marchi storici che confermano di anno in anno la loro presenza; oppure grandi marchi che ritornano a frequentare le foere e nuovi marchi che hanno scelto questa occasione per lanciarsi.</p>
<p>Oltre a ciò  <strong>Milano Prê</strong><strong>t-à</strong><strong>-Porter </strong>accoglie talenti internazionali: stilisti giapponesi hanno scelto questa manifestazione per incontrare i buyer internazionali sotto il nome di <strong>Japan Loves Mi Milano Pr</strong><strong>ê</strong><strong>t-à</strong><strong>-Porter</strong></p>
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		<title>Vogue Fashion’s Night Out 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Biasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Furla]]></category>
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		<category><![CDATA[Vogue]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo Vogue invade le principali strade della moda e del lusso della capitale internazionale del prêt-à-portèr, con iniziative sempre più particolari ed eclettiche.
Il 9 settembre Milano ospita la Vogue Fashion’s Night Out, una serata interamente dedicata al mondo della moda e della creatività, fautrice di numerosi eventi a scopo benefico, in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15602" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/VOGUE-FASHION-792x10245.jpg" rel="shadowbox[post-15600];player=img;" title="Vogue Fashion'><img class="size-thumbnail wp-image-15602" title="Vogue Fashion's Night Out - Logo" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/09/VOGUE-FASHION-792x10245-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vogue Fashion&#39;s Night Out - Logo</p></div>
<p>Per il secondo anno consecutivo Vogue invade le principali strade della moda e del lusso della capitale internazionale del prêt-à-portèr, con iniziative sempre più particolari ed eclettiche.</p>
<p>Il 9 settembre Milano ospita la Vogue Fashion’s Night Out, una serata interamente dedicata al mondo della moda e della creatività, fautrice di numerosi eventi a scopo benefico, in collaborazione con le principali griffe del panorama moda e con attori esterni a tale ambito.</p>
<p>In particolare, il progetto frutto di un accordo fra Vogue Italia e Fiat che prevede l’elaborazione di un art work grafico eco-friendly per caschetti da bici. L’iniziativa mira ad interpretare l’attenzione all’ambiente attraverso un approccio dall’aurea glamour, il tutto in occasione del lancio della nuova Fiat 500 TwinAir, la prima auto a due cilindri che facilita la riduzione delle emissioni e il risparmio di benzina. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza e molti dei caschetti in vendita potranno anche essere corredati dall’autografo di uno o più stilisti.</p>
<p>Altra iniziativa da segnalare riguarda il nuovissimo Campari Red Passion Prize, sponsor ufficiale della serata che lancia un premio da assegnare al massimo esponente della creatività Made in Italy, simbolo incontrastato di passione, coerentemente con i diktat aziendali.</p>
<p>I testimonial della Fashion’s Night Out firmano inoltre le t-shirt dedicate all’intero evento che saranno messe in vendita durante la serata ancora una volta a scopo benefico, in particolare a sostegno di cause ambientali.</p>
<p>Molte delle griffe aderenti all’evento hanno creato un singolo capo che celebrasse l’iniziativa, così come altre coglieranno l’occasione per lanciare nuove particolari linee. È il caso di Furla che presenterà la collezione “Leitmotiv for Furla Talent Hub” ispirata al Mago di Oz, o ancora di Ermanno Scervino che interpreta il logo della manifestazione attraverso una stampa effetto pizzo riprodotta su una t-shirt.</p>
<p>Il 9 settembre la moda, attraverso uno dei suoi principali ambasciatori, il simbolo incontrastato della stampa del fashion, strizza un occhio anche alla cultura, promuovendo l’apertura fino a tarda serata di alcune delle più importanti mostre in corso a Milano.</p>
<p>Insomma, per un’intera serata, la moda si fa portavoce non solo di un’iniziativa che celebri le bellezze e le potenzialità del suo mondo, ma anche di temi quanto mai attuali e pressanti per la nostra società.</p>
<p>Un intreccio di arte, moda, cultura e attualità per una notte che non passerà inosservata.</p>
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		<title>Cogli l&#8217;attimo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[clessidra]]></category>
		<category><![CDATA[meridiana]]></category>
		<category><![CDATA[orologio]]></category>
		<category><![CDATA[orologio a pendolo]]></category>
		<category><![CDATA[orologio ad acqua]]></category>
		<category><![CDATA[orologio atomico]]></category>
		<category><![CDATA[pendolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molti secoli è uno dei gioielli non solo più apprezzati esteticamente, ma anche più utili. È l’orologio, naturalmente, ricco di fascino tanto quanto il tempo stesso.
I popoli primitivi lo misuravano basandosi sul moto degli astri celesti. Gli Assiri, gli Egiziani, i Greci, i Romani si ingegnarono con orologi solari, altrimenti detti meridiane, il cui [...]


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<p>Da molti secoli è uno dei gioielli non solo più apprezzati esteticamente, ma anche più utili. È l’orologio, naturalmente, ricco di fascino tanto quanto il tempo stesso.</p>
<p>I popoli primitivi lo misuravano basandosi sul moto degli astri celesti. Gli Assiri, gli Egiziani, i Greci, i Romani si ingegnarono con orologi solari, altrimenti detti meridiane, il cui primo esemplare fu probabilmente introdotto a Roma nel 291 a.C. Constava di una sorta di baionetta di ferro (lo gnomone) che, infissa quasi perpendicolarmente su una parete, indicava le ore mediante la propria ombra. Poco dopo, dalla Grecia venne importata la clessidra, formata da due vasi sovrapposti e comunicanti, uno dei quali conteneva acqua: questa dal vaso superiore, attraverso un piccolo foro, scendeva goccia a goccia in quello inferiore e, quando era passata tutta, impiegando un determinato tempo, la clessidra veniva capovolta.</p>
<p>Anche nel Medioevo meridiana e clessidra trovarono ampio uso, ma a disporne erano in pochi e ad a segnare le ore fungevano i rintocchi delle campane.</p>
<p>Nell’Impero d’Oriente furono probabilmente utilizzati i primi orologi meccanici, basati sull’uso di pesi e molle, perfezionati poi e resi molto più precisi dagli Arabi, i quali però avversarono le campane (considerate simbolo della cristianità).</p>
<div id="attachment_15546" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-in-porcellana1.jpg" rel="shadowbox[post-15556];player=img;" title="orologio in porcellana1"><img class="size-medium wp-image-15546 " title="orologio in porcellana1" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-in-porcellana1-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Orologio in porcellana</p></div>
<p>Presso i Bizantini ed i Cinesi, inoltre, furono usati orologi a combustione, per cui il tempo era indicato dalla durata della combustione di una sostanza: ad esempio, olio o cera.</p>
<p>Ci è impossibile risalire a chi inventò orologi meccanici a ruotismi: chi dice gli Arabi, chi il filosofo latino Boezio, chi un certo Pacifico da Verona morto nell’849. I Francesi l’attribuirono addirittura ad un monaco: Gerberto, che divenne anche Papa col nome di Silvestro II.</p>
<p>Comunque, i primi orologi meccanici di cui si ha notizia risalgono alla fine del XIII secolo ed ai primi del XIV. Durante il Rinascimento gli orologi sulle torri e sui palazzi comunali rappresentarono motivo d’orgoglio per città e governanti. A Galileo ed a Huygens si deve l’applicazione del pendolo, che diede nuovo impulso alla loro meccanica.</p>
<p>I primi orologi da tasca furono prodotti verso il 1500 in seguito all’applicazione della molla a spirale come sorgente di energia per il movimento (pare che l’invenzione sia da attribuire al tedesco Peter Hele). Un altro perfezionamento fondamentale venne introdotto nel 1674 ancora da Huygens con l’applicazione del bilanciere con molla a spirale.</p>
<p>L’industria degli orologi da tasca (e successivamente da polso) fin dal secolo XVI si concentrò in Svizzera, dove decollò grazie a numerosi tecnici fiamminghi, italiani e francesi che lì trovarono rifugio dalle persecuzioni religiose. L’industria degli orologi da tavolo, invece, fu coltivata soprattutto dai Tedeschi. In epoca recente aziende produttrici di orologi sono sorte anche altrove, specialmente in Giappone, Usa e Russia.</p>
<p>Esistono svariati tipi di orologi: da polso, da tasca, da salotto, da cucina, da parete, da torre, cronometri; inoltre, si distinguono nei tipi da uomo e da donna, a quadrante e a libro,  meccanici o elettrici, a suoneria, a cucù, a pendolo, ecc.</p>
<p>Quanto al funzionamento, senza voler entrare in particolari tecnici, ci limitiamo qui a spiegare che l’orologio in generale è costituito da un meccanismo con un certo numero di ruote dentate, il quale riceve il movimento da un motore (a molla o a peso o elettrico), regolato da un oscillatore, così da porre in rotazione l’asse o gli assi su cui sono montate le sfere (delle ore, dei secondi). Vi è poi il meccanismo di caricamento ed eventualmente quello della suoneria o altri ancora per scopi peculiari (indicare il giorno, il mese, l’anno, ad esempio).</p>
<div id="attachment_15548" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-atomico-iss.jpg" rel="shadowbox[post-15556];player=img;" title="orologio-atomico-iss"><img class="size-medium wp-image-15548 " title="orologio-atomico-iss" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-atomico-iss-300x210.jpg" alt="" width="180" height="126" /></a><p class="wp-caption-text">Orologio atomico</p></div>
<p>Ma, tra tanti orologi, scaturisce spontanea una domanda: qual è l’ora veramente esatta?</p>
<p>Il più preciso che si conosca è l’orologio atomico, di cui esiste un celebre esemplare al National Bureau of Standards di Washington, costruito nel 1948. E’ al quarzo e la frequenza dell’oscillatore piezoelettrico è mantenuta costante mediante confronto con la frequenza della riga di assorbimento dell’ammoniaca. Di precisione quasi assoluta è, d’altro canto, l’orologio astronomico, il pendolo che misura il tempo siderale, per cui segna ore diverse da quelle registrate dai comuni orologi (si ha coincidenza solo nell’equinozio di autunno). Conservato in ambiente chiuso, in assenza di correnti d’aria ed a temperatura costante per evitare variazioni della lunghezza del pendolo e della densità del mezzo ove avvengono le oscillazioni, ci evoca ancora la suggestione degli esperimenti clandestini di grandi scienziati (in primis Galileo).</p>
<p>Una curiosità per finire: esiste una costellazione del cielo australe (introdotta intorno al 1750 da N. L. La  Caille) denominata Orologio, con una stella di notevole luminosità (grandezza 3,8).</p>
<p>Oggi il business degli orologi prospera più che mai, tenendo bene anche nei periodi critici, per la gioia dei fabbricanti che hanno saputo sposare l’alta tecnologia al design creativo, le materie prime più varie (pietre preziose comprese) all’industrializzazione dei processi (per quanto la sapienza artigianale rivesta ancora un ruolo notevole), il brand alla comunicazione più sofisticata, la tradizione alla moda.</p>
<p>Chissà, tutti forse vogliamo più tempo e ci illudiamo di ottenerlo acquistandone i bellissimi strumenti di misura.</p>
	<div class='gallery' id='gallery_3'>
							
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/neridiana-romana-rinvenuta-a-Pompei1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='neridiana romana rinvenuta a Pompei'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/neridiana-romana-rinvenuta-a-Pompei1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Meridiana romana rinvenuta a Pompei" title="neridiana romana rinvenuta a Pompei" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-piaget-diuble-face2.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio-piaget-diuble face'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-piaget-diuble-face2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Piaget orologio double face" title="orologio-piaget-diuble face" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/iorologi-al-quarzo1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='iorologi al quarzo'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/iorologi-al-quarzo1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologi al quarzo" title="iorologi al quarzo" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-in-porcellana11.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio in porcellana1'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-in-porcellana11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio in porcellana" title="orologio in porcellana1" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-a-pendolo-da-tavolojpeg.jpeg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio a pendolo da tavolo,jpeg'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-a-pendolo-da-tavolojpeg-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio a pendolo da tavolo" title="orologio a pendolo da tavolo,jpeg" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/4miniboucheron-orologio-pappagallo1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='_4miniboucheron-orologio-pappagallo'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/4miniboucheron-orologio-pappagallo1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio-pappagallo Boucheron" title="_4miniboucheron-orologio-pappagallo" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/Orologio-Rolex-Cosmograph-Daytona1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='Orologio-Rolex-Cosmograph-Daytona'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/Orologio-Rolex-Cosmograph-Daytona1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rolex Orologio Cosmograph Daytona" title="Orologio-Rolex-Cosmograph-Daytona" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio_da_taschino.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio_da_taschino'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio_da_taschino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio da taschino" title="orologio_da_taschino" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/clessidra1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='clessidra'><img width="94" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/clessidra1.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Clessidra a sabbia" title="clessidra" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/Navitimer-World-delklabreitling1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='Navitimer World delklabreitling'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/Navitimer-World-delklabreitling1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Breitling Navitimer World" title="Navitimer World delklabreitling" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-atomico-iss1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio-atomico-iss'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-atomico-iss1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio atomico" title="orologio-atomico-iss" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-della-torre-di-Berna-XVI-secolo1.jpg' rel='shadowbox[album-15556];player=img;' title='orologio della torre di Berna XVI secolo'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/orologio-della-torre-di-Berna-XVI-secolo1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Orologio della torre di Berna XVI secolo" title="orologio della torre di Berna XVI secolo" /></a>

						</div>
						

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>E’ di moda la moda?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 16:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura di Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda e arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Moda ed Etica per una moda etica]]></category>

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		<description><![CDATA[La moda sembra tutto e niente, un concentrato di luci che si accendono e spengono con il ritmo delle stagioni: uno spettacolo che invade la vita del consumatore. Oltre le apparenze, la moda è un fenomeno sociale, economico, culturale di importanza.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="general_text"> <span class="summary"> </span></span></p>
<p><span style="line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-size: x-small;"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/7306345_150.jpg" rel="shadowbox[post-524];player=img;" title="7306345_150"><img class="alignleft size-full wp-image-15607" title="7306345_150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/7306345_150.jpg" alt="" width="182" height="119" /></a></span>La moda sembra tutto e niente, un concentrato di luci che si accendono e spengono con il ritmo delle stagioni: uno spettacolo che invade la vita del consumatore. Oltre le apparenze, la moda è un fenomeno sociale, economico, culturale di importanza.</p>
<p>Si, è di moda la moda!!!. Se ne parla, se ne scrive.</p>
<p>Su di essa si accendono luci di novità: nuovi talenti, nuovi sbocchi commerciali, nuovi mercati, nuove forme di distribuzione, nuove idee per la location, ultimamente sempre nuove e &#8220;infallibili&#8221;  idee per uscire dalla crisi. Nuovi sodalizi servono di rinforzo dell’immagine: la moda si sposa con salone del mobile, con l’arte, ma anche con il food, con i vini. Insomma, la moda è dappertutto.</p>
<p>Si parla di ripresa, di rilanciare, di rinnovare, di cambiare i modi di gestione delle aziende; si pensa di cambiare anche il modo di presentare le collezioni; si cercano nuove formule di comunicazione e così di seguito; anche al consumatore si consiglia di comprare in modo nuovo. Insomma tutto è novità per arrivare più lontano.<br />
Anche gli studiosi sono interessatissimi. I convegni si moltiplicano: Moda e Comunicazione; Moda ed Estetica; Moda e Psicologia; Moda e Sociologia; Moda ed Etica per una moda etica; Moda e arte; Moda e consumi; Sfida alla crisi nell&#8217;ambito della moda; Moda e cinema; Moda e Design, ecc.</p>
<p>Eppure a giudicare da come si veste, la gente &#8211; quella che si vede per strada &#8211; sembra proprio disinteressata alla moda. Sembrerebbe che sia lasciata convincere dalla pubblicità, oramai di qualche anno fa, di una bevanda che recitava l’importanza di “non essere elegante”. Viene da chiedersi se questo non è il suicidio della moda. Viene da proporre agli stilisti una strada veramente nuova: la correzione formale di uno stile, per rieducare al buon gusto, per far ritrovare il buon senso di vestirsi con eleganza.</p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="167" align="right">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/rivista/artman/uploads/armani_cag9ane3_6x9_001.jpg" border="1" alt="" width="167" height="217" /></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="image_caption">Armani</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La moda sembra tutto e niente; uno spettacolo che ondeggia senza ritrovare un equilibrio che possa darle un senso. Ma questo è solo la sua apparenza.<br />
Si, è’ di moda la moda perché è un fenomeno sociale, economico, culturale e storico che pone molti interrogativi. Diamo ragione agli studiosi che tentano di comporre qualche risposta alle infinite domande che pone questo dilagante fenomeno dei nostri giorni: quale rapporto c’è tra moda e cultura? La moda è arte? C’è un nesso tra moda e bellezza? Cosa è l’eleganza? La moda è uno strumento d’oppressione o di liberazione della donna?</p>
<p>La moda è un fenomeno umano e come tale ha una stretta correlazione con la dignità della persona, specialmente della donna. Pertanto pone un quesito cui non sembra che ancora abbiano posto attenzione gli stessi studiosi: quale idea di persona sta dietro un modo di vestire?</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Breve storia del braccialetto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Sbolzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[bracciali]]></category>

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		<description><![CDATA[Ornamento del polso e del braccio, in genere di metallo prezioso ed a forma di cerchio. E&#8217; la definizione classica di braccialetto, che tutti conosciamo. Ma che cosa sappiamo delle sue origini e della sua storia?
L&#8217;uso del braccialetto è attestato fin dai tempi più remoti con l&#8217;introduzione dei metalli. I tre tipi fondamentali, realizzati in [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15528" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/armilla-romano.jpg" rel="shadowbox[post-15527];player=img;" title="armilla romano"><img class="size-full wp-image-15528 " title="armilla romano" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/armilla-romano.jpg" alt="" width="193" height="127" /></a><p class="wp-caption-text">Bracciale romano tipo armilla</p></div>
<p>Ornamento del polso e del braccio, in genere di metallo prezioso ed a forma di cerchio. E&#8217; la definizione classica di braccialetto, che tutti conosciamo. Ma che cosa sappiamo delle sue origini e della sua storia?</p>
<p>L&#8217;uso del braccialetto è attestato fin dai tempi più remoti con l&#8217;introduzione dei metalli. I tre tipi fondamentali, realizzati in tutte le antiche civiltà, sono: a cerchio, a nastro, a serpente. Nelle culture protostoriche occidentali sono documentati braccialetti di bronzo e di ferro, solitamente a cerchio od a nastro, piuttosto rozzi. Nel mondo orientale, invece, furono foggiati con metalli preziosi, con gemme incastonate e tanto gli uomini quanto le donne se ne adornavano le caviglie ed i polsi. Nel mondo preellenico le prime testimonianze risalgono al III millennio a.C.</p>
<div id="attachment_15530" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-greco.jpg" rel="shadowbox[post-15527];player=img;" title="bracciale greco"><img class="size-medium wp-image-15530 " title="bracciale greco" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-greco-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">Bracciale greco</p></div>
<p>Anche fra i Greci il braccialetto fu portato come ornamento per le braccia e per le caviglie. Particolare favore godette il serpentiforme, poi trasmesso alla Magna Grecia, all&#8217;Etruria e quindi a Roma: il rettile è rappresentato con un cerchio tubolare o con un cerchio semplice, a tubo od a nastro, secondo una tipologia di importazione assira.</p>
<p>I braccialetti etruschi si duffusero largamente nel VII secolo a.C. ed in essi il gusto indigeno si unì agli influssi dell&#8217;arte ionica dando origine ad opere preziose come gli esemplari di Vetulonia.</p>
<p>A Roma l&#8217;<em>armilla</em> (così era denominato genericamente il braccialetto) era un oggetto tipicamente femminile, usato dagli uomini solo come insegna del valore militare. Ma diversi sono i nomi latini del braccialetto: <em>sphinter</em> (con cerchio interrotto), <em>spatalium</em> (per il polso),<em> dextrocherium</em> (per il braccio destro).</p>
<p>Oltre a quello con forma a serpente, è noto il braccialetto <em>a emisfere</em>, caratteristico di Pompei, derivato da modelli celtici.</p>
<p>Durante l&#8217;impero romano si assiste ad un progressivo impreziosirsi del gioiello, in forme rigide e snodate, traforate ed adorne di gemme, secondo quel gusto influenzato dalle correnti dei popoli stranieri, che si perpetuerà nell&#8217;arte barbarica.</p>
<p>Nel Medio Evo i bracciali furono molto meno usati in Europa e divennero ornamento esclusivamente femminile. Tra le genti orientali, invece, continuò a prevalere l&#8217;impiego da parte degli uomini. Famosi furono quelli dei re persiani ed indiani per la grandezza e il valore delle pietre incastonate.</p>
<div id="attachment_15535" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-orologia-Bulgari.jpg" rel="shadowbox[post-15527];player=img;" title="bracciale orologia Bulgari"><img class="size-medium wp-image-15535 " title="bracciale orologia Bulgari" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-orologia-Bulgari-300x261.jpg" alt="" width="210" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Bracciale orologio Bulgari</p></div>
<p>Nel Rinascimento il braccialetto tornò ovunque in notevole auge, arricchito di nuove forme e di nuovi materiali, anche per merito di incisori e scultori insigni che non disdegnavano l&#8217;arte, cosiddetta &#8220;minore&#8221;, dell&#8217;oreficeria.</p>
<p>La moda del braccialetto proseguì nei secoli successivi, variando naturalmente la lavorazione e la decorazione, in ossequio ai vari gusti e stili imperanti. Così nel Settecento i braccialetti si ornarono di miniature ed il periodo neoclassico vide il trionfo del cammeo.</p>
<p>Nell&#8217;oreficeria di oggi, d&#8217;altro canto, si scorge un costante tentativo di rompere con i moduli tradizionali, anche se nella maggioranza dei casi le nuove forme proposte risentono di arti esotiche e primitive. E così, il “cerchio” del nostro braccialetto si chiude.</p>
	<div class='gallery' id='gallery_4'>
							
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-greco.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bracciale greco'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-greco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale greco" title="bracciale greco" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-monetale-romano.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bracciale monetale romano'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-monetale-romano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale monetale romano" title="bracciale monetale romano" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-assiro.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bracciale assiro'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-assiro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale assiro" title="bracciale assiro" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/etrusco-armillae01.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='etrusco armillae01'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/etrusco-armillae01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale armillare etrusco" title="etrusco armillae01" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bronzeo-V-Ia.C..jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bronzeo V-Ia.C.'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bronzeo-V-Ia.C.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale bronzeo del V-I a.C" title="bronzeo V-Ia.C." /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-orologia-Bulgari.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bracciale orologia Bulgari'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-orologia-Bulgari-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale orologio Bulgari" title="bracciale orologia Bulgari" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-celtico.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='bracciale celtico'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/bracciale-celtico-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale celtico" title="bracciale celtico" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/armilla-romano.jpg' rel='shadowbox[album-15527];player=img;' title='armilla romano'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/armilla-romano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bracciale romano tipo armilla" title="armilla romano" /></a>

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		<title>Il fascino sempre attuale del petite-robe-noir.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 12:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Calzona</dc:creator>
				<category><![CDATA[I capi pass par tout]]></category>
		<category><![CDATA[Audrey Hepburn]]></category>
		<category><![CDATA[coco chanel]]></category>
		<category><![CDATA[Hubert de Givenchy]]></category>
		<category><![CDATA[little black dress]]></category>
		<category><![CDATA[Petit robe noir]]></category>
		<category><![CDATA[tubino nero]]></category>
		<category><![CDATA[tubino nero Givenchy]]></category>
		<category><![CDATA[Tubino nero in Colazione da Tiffany]]></category>

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		<description><![CDATA[Il più famoso, entrato nella storia del vestire elegante, è quello indossato da Audrey Hepburn, a firma Hubert de Givenchy, nel film “Colazione da Tiffany". In dicembre del 2006, con donazione dello stesso Givenchy, é stato battuto all’asta da Christies’s a Londra per circa 700 mila euro a favore di una fondazione promossa in India dallo scrittore francese Dominique Lapierre. 


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="general_text"> <span class="summary"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/colazione-tiffany.jpg" rel="shadowbox[post-280];player=img;" title="colazione tiffany"><img class="alignleft size-medium wp-image-15564" title="colazione tiffany" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/colazione-tiffany-300x227.jpg" alt="Il tubino Givenchy di &quot;Colazione da Tiffany&quot;" width="180" height="136" /></a>Il più famoso è quello indossato da Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany&#8221; e firmato da Hubert de Givenchy. In dicembre del 2006, con donazione dello stesso Givenchy, é stato battuto all’asta da Christies’s a Londra per circa 700 mila euro a favore di una fondazione promossa in India dallo scrittore francese Dominique Lapierre.</p>
<p>Ultimamente è diventato una fragranza Guerlain  e la sua silhouette appare sull&#8217;elegante contenitore.</p>
<p><span class="article_text"> </span></p>
<p>Quando Coco Chanel lo inventò, si chiamava, petite-robe-noir, e Madame dovette subire gli attacchi dei suoi detrattori che la accusavano di aver copiato l’abito di lavoro delle colf di allora, con tanto di colletto e polsini bianchi.</p>
<p>Ciò che è certo è che il tubino nero resiste oltre le mode. Sempre attuale, si ripresenta in passerella variamente interpretato . Comunque sia rivisitato è l’unico pezzo del guardaroba che può senza timori essere trasferito da una stagione all’altra, perché è l’unico capo che può durare tutta una vita.</p>
<div id="attachment_15567" class="wp-caption alignright" style="width: 185px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/coco-chanel-1935.jpg" rel="shadowbox[post-280];player=img;" title="coco chanel 1935"><img class="size-medium wp-image-15567 " title="coco chanel 1935" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/coco-chanel-1935-219x300.jpg" alt="Coco Chanel in tubino nero" width="175" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Coco Chanel in tubino nero</p></div>
<p>Ma è anche l’abito delle molte occasioni.</p>
<p>Lo vestiamo corto, leggermente sopra il ginocchio, di tessuto opaco, per una importante riunione di lavoro, con una giacca discreta anche fantasia. Le ferree regole dell’eleganza dicono che il nero non può essere indossato prima di mezzogiorno.<br />
Ma l’abito nero che scivola, senza segnare in vita e permette di muoversi senza scomporsi, che rimane perfetto anche dopo lunghe ore a tavolino, è l’ideale se alla fine della giornata ci aspetta un happy hour, una cena elegante, una festa in abito scuro. Basterà una giacca più importante o, se le circostanze lo permettono, un coprispalle di paillettes, un accessorio più adatto, portato in borsetta fin dal mattino, insieme alle scarpe.</p>
<p>Per la sera il tubino può essere lungo. Il più famoso, entrato nella storia del vestire chic, è quello indossato da Audrey Hepburn a firma Hubert de Givenchy nel film “Colazione da Tiffany”. Guanti lunghi, una collana di perle con una vistosa chiusura, piccoli orecchini di perle ai lobi, sono rimasti nella nostra memoria non meno del lungo bocchino per la sigaretta e del fermaglio dello chignon.</p>
<p>Corto o lungo va portato con scarpe con tacchi alti; se lungo, sembrano d’obbligo i sandali. Calze nere più o meno spesse, velate, o anche senza calze, se si opta per il lungo e per i sandali.<br />
Grazie alla sua assoluta semplicità ammette un accessorio vistoso ma, si badi bene uno solo, che “stacca” ed elimina l’impressione minimalista che linea e colore potrebbero lasciare. Una borsa gioiello; una stola coprispalle di un colore anche cangiante; una spilla vistosa, orecchini importanti, una collana, una cintura gioiello. Un accessorio insolito, divertente, magari ripescato nelle botteghe vintage, può sdrammatizzare una mise così classica.</p>
<p>Ma dove sta la sua perennità? Nel nero o nella semplicità?</p>
<p>Se l’eleganza è passare inosservati, l’assoluta semplicità della linea del<em> little black dress</em> compie meravigliosamente questo obiettivo, ci salva dalla tentazione dell’apparire. E’ la linea, più o meno accostata al corpo, che comunque ne segue la morbidezza, a raggiungere la felice possibilità di non enfatizzare i punti critici e di non sacrificare ciò che invece è un dono di madre natura. Insomma, il tubino delinea mirabilmente la silhouette.</p>
<div id="attachment_15565" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanelpe06.jpg" rel="shadowbox[post-280];player=img;" title="chanelpe06"><img class="size-full wp-image-15565" title="chanelpe06" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanelpe06.jpg" alt="Chanel P/E '06" width="202" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Chanel P/E &#39;06</p></div>
<p>E il nero? C’e chi sostiene che il successo del tubino è tutto racchiuso nel fatto che la combinazione di linea e colore, fa apparire tutte più snelle. Ciò è vero.<br />
Ma il nero ha un suo fascino, comunica raffinatezza, eleganza, sobrietà, ma anche autorità e potere. Basta notare che più si sale nell’organizzazione aziendale più l’abito si fa scuro. E’ il colore dei momenti formali, delle serate di gala.<br />
E’ comunque un colore rassicurante per le donne del nostro tempo, divise tra impegni professionali, familiari e sociali. Dà la sicurezza di essere sempre a posto. Allora linea e colore si coniugano perfettamente per far apparire più eleganti.</p>
<p>Anche se si dice che il nero basta a se stesso, e i puristi dello stile affermano che non va mai accostato ad altro nero, lo si può portare con qualsiasi altro colore senza paura di sbagliare.<br />
Gli accostamenti più trendy per le presenti stagioni? Nero e marrone, nero e blu.<br />
Per il little black dress di sera è però bene azzardare i colori e le luci (i tessuti cangianti, o i gioielli) che illuminano qualche punto dell’abito e del corpo.</p>
	<div class='gallery' id='gallery_5'>
							
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/Narciso-Rodriguezjpg.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='Narciso Rodriguezjpg'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/Narciso-Rodriguezjpg-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Narciso Rodriguez" title="Narciso Rodriguezjpg" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/Guerlain-Petite-robe-noir.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='Guerlain Petite robe noir'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/Guerlain-Petite-robe-noir-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Guerlain profumo Le petite robe noir" title="Guerlain Petite robe noir" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanel_.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='chanel_'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanel_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chanel" title="chanel_" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/sander.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='sander'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/sander-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Jil Sander" title="sander" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/coco-chanel-1935.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='coco chanel 1935'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/coco-chanel-1935-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Coco Chanel in tubino nero" title="coco chanel 1935" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/diane-kruger2.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='diane-kruger2'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/diane-kruger2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Diane Kruger con un moderno tubino" title="diane-kruger2" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanelpe06.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='chanelpe06'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/chanelpe06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chanel P/E &#039;06" title="chanelpe06" /></a>
<a href='http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/colazione-tiffany.jpg' rel='shadowbox[album-280];player=img;' title='colazione tiffany'><img width="150" height="150" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2006/12/colazione-tiffany-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il tubino Givenchy di &quot;Colazione da Tiffany&quot;" title="colazione tiffany" /></a>

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		<title>Maison Martin Margiela ‘20’</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 10:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maura Babusci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 5 settembre la Somerset House di Londra celebra i 20 anni di carriera di uno dei più geniali esponenti della ‘moda concettuale’. La retrospettiva ‘Maison Martin Margiela (20) The Exhibition’ curata da Kaat Debo comprende istallazioni, video, foto e abiti (alcuni creati espressamente per l’esposizione) che ripercorrono le tappe e riassumono lo stile [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701.jpg" rel="shadowbox[post-15525];player=img;" title="masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701"><img class="alignleft size-medium wp-image-15526" title="masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701" src="http://www.modaemodi.org/rivista/wp-content/uploads/2010/08/masion-martin-margiela-filep-motwary-blog-500x6701-223x300.jpg" alt="" width="134" height="180" /></a>Fino al 5 settembre la Somerset House di Londra celebra i 20 anni di carriera di uno dei più geniali esponenti della <em>‘moda concettuale’</em>. La retrospettiva <em>‘Maison Martin Margiela (20) The Exhibition’ </em>curata da Kaat Debo<em> </em>comprende istallazioni, video, foto e abiti (alcuni creati espressamente per l’esposizione) che ripercorrono le tappe e riassumono lo stile del sovversivo designer belga, che ha fatto del decostruzionismo e di un approccio <em>‘avanguardista’</em> all’abito, il tratto distintivo della sua filosofia estetica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amore quasi ossessivo per il colore bianco, la latitanza mediatica dello stilista, la sperimentazione di un approccio no-logo alla griffe e i punti vendita veramente difficili da trovare, sottolineano l’unicita’ di creazioni concepite in un punto indefinito del percorso che collega il capo o l’accessorio fashion, il must have divenuto oggetto di culto e un approccio al design decisamente non tradizionale. Portando avanti il racconto di una moda eccentrica e di rottura, inventato negli anni ’80 da fashion designers orientali come Rei Kawakubo (storica fondatrice del marchio Comme des Garcon), Margiela sfida e ridefinisce le proporzioni classiche del corpo, costruisce armonie dissonanti che proprio non ci stanno a rispettare le regole, in primis il dogma totalizzante della sezione aurea.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse collezioni hanno esplorato le possibilita’ del sovradimensionamento attraverso abiti e accessori, vestiti-involucro oversize che realizzano una metamorfosi del corpo, avvolto e contenuto in favolosi bozzoli artificiali. Proposte moda tratte dal guardaroba delle bambole e caratterizzate da dettagli esasperati, come zip e bottoni giganteschi, si alternano a sperimentazioni sartoriali che agendo sugli scolli, ridefiniscono in modo netto, volutamente esasperato, le spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrapponendosi ad una visione sfrontata del lusso, le creazioni di Margiela utilizzano materiali di riciclo e tessuti avvenieristici, palette monocromatiche ed essenziali. La ricchezza non dipende dall’uso di stoffe pregiate e’ frutto di numerose ore di lavorazione, impiegate per realizzare capi unici e diligentemente segnalate nel percorso espositivo della mostra. Ci sono volute 51 ore di lavoro per creare la giacca fatta di parrucche bionde che ha sfilato per la Primavera-Estate del 2009, 45 ore per il top-mosaico ricoperto di piccoli specchi, presentato nell’ambito della collezione Primavera-Estate del 2008, 47 ore per il jeans multicolore che assembla cinte e parti di trench vintage in cuoio, portato in passerella per l’Autunno-Inverno 2006-2007.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura, essenza proggettuale di ogni abito, viene posta in evidenza, svelata e messa in primo piano. L’uso frequente del <em>trompe d’oeil</em> caratterizza collezioni, campagne fotografiche, persino gli interni degli uffici e degli store della maison. L’illusione ottica e’ esasperata attraverso i complementi d’arredo, specchi barocchi, porte decorate con immagini di altre porte (che riproducono in bianco e nero l’estetica metropolitana dei cartelloni stradali) amplificano impressioni, restituendo effetti labirintici. L’allestimento della mostra trae spunto da queste suggestioni creando un percorso interessante che fonde tempo e spazio, descrive l’istante in cui la moda diventa arte secondo Martin Margiela.</p>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;"></a>

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